Giorno 13: da Le Barcarès a Banyuls-sur-Mer

 La vicinanza ai Pirenei si comincia a far sentire, la strada percorsa oggi è stata per buona parte in salita. La Spagna è a un tiro di schioppo (purché il proiettile sappia seguire il profilo delle ultime propaggini dei Pirenei orientali)! Già Banyuls ha molto della Catalogna, a partire dai colori dello stemma

Ora il “nostro” si trova immerso in un paesaggio simil-ligure, stretto tra mare e monti. 

 

< confine

Giorno 12: Da Narbonne a Port Barcarès

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Allora, mi sono pianificato una connessione con la wifi del campeggio, stasera mi prendo qualcosa al bar e provo ad uploadare questo post. Dunque, oggi è domenica. Sembra un particolare, ma non lo è, dal momento che tutte le singole cose che mi sarebbero servite erano fornite/vendute da esercizi chiusi la domenica (eccezion fatta per la baguette, qui il ruolo di boulangerie (panetteria), patisserie (pasticceria) e talvolta bar sono talvolta molto confusi, specialmente in luoghi turistici. È normale, insomma, entrare in un posto con gente seduta ai tavolini che beve la birra e chiedere un pane o un croissant. Ah, i croissant: buoni, molto soffici, ma.. vuoti! Ho scoperto che il croissant classico è quello vuoto, e non tutti hanno quelli già riempiti! Onnipresente, invece, il pain au chocolat, un coso rotondo fatto colla stessa pasta del croissant e riempito di cioccolato: mia nuova droga ufficiale (sostituisce la nutella, che qui costa troppo). A proposito di nutella e prodotti italiani: stasera me ne volevo andare in ristorante (c’è un po’ di vento e cucinare col fornelletto ad alcohol potrebbe essere parecchio difficile), ma come al solito me ne passa la voglia appena vedo i menu: o poisson (pesce, che io non mangio, tra l’altro notare l’assonanza con poison, veleno in inglese) o pasta e pizza. E come dimenticare le centinaia di gelaterie che vendono i glaces à l’italienne? No, veramente! La metà dei ristoranti portano l’insegna Pizzeria, e l’altra metà ha comunque nel menu la pizza. Mi rifiuto di mangiare pasta o pizza in Francia! Piuttosto mi compro goloserie locali precotte come la Tripes alla provenzale (trippa, slurp!) o la Cassoulet (altro piatto locale goloso a base di carne) e me li riscaldo al fornelletto. Poi beh, se uno ha tempo… c’è pure la Soup aux oignons (zuppa di cipolle) liofilizzata. Insomma, in posti turistici l’unico modo per mangiare locale è… cucinare da sé! Diversa la situazione nelle grandi città (ricordate il menu alle cipolle?), dove qualche trattoria per i locali, specialmente fuori dal centro storico, si trova ancora… ad onor del vero, però, oggi ho potuto gustare una vera crêpe francese (anche se, ad esser sinceri, quelle di Fabio non si battono!).

Divagazioni a parte, sono a Port Barcarès, in un campeggio fighetto di un posto fighetto per persone fighette con auto fighette e cani fighetti, insomma avete capito l’antifona. Il posto è perfetto, pulito, ordinato, ben tenuto, tutti i localini precisi etc etc, ma è finto. È visibilmente studiato per il turismo, per cui domattina me ne vado. Peccato, perché il mare (da cui vi sto scrivendo) è carino…
La strada oggi è stata lunga, ma non in termini di chilometri: in termini di tempo. Sono salito sulla bici alle 10.30 e ne sono sceso alle 17. Se si esclude una mezz’ora di sosta per il pranzo (oggi non avevo voglia di aspettare e son ripartito subito) e un’altra mezz’ora (molto per eccesso) tra le varie soste per controllare la cartina etc, se ne deduce che sono stato in sella 5 ore e mezza abbondanti. Vi garantisco che comincio a pensare seriamente ad una sella su misura. Ho cominciato stamattina con una ciclabile di 25 km (come quella di ieri, lungo un canale, vere e proprie autostrade per biciclette con tanto di uscite segnalate con cartelli ed aree di sosta), solo che questa era una strada bianca. Col mio carico, non potevo andare veloce o rischiavo di rompere qualcosa, tant’è che ho tenuto una media di 9 km/h. All’ultima area di sosta, presso una chiusa (che ho attraversato su un ponte apribile, molto fico!) ho pranzato e sono subito ripartito dopo una chiacchierata in francese col guardiano della chiusa (zitti, va, che ormai riesco pure a capirli quando mi dicono i numeri!). Dopo di che era tutta strada nazionale e dipartimentale, ma la stanchezza si faceva sentire e le prime increspature del terreno davano il colpo finale (e sì, cominciamo ad avvicinarci alle montagnette … domani comincerò a salire un po’ e dopodomani se tutto va bene passo il confine). Via, basta, ho scritto anche troppo… mi vado a fare la cena! Au revoir ;)

Giorno 12: da Narbonne a Le Barcarès

Giornata faticosa, in gran parte su pista ciclabile … sterrata e, all’arrivo, camping con doccia fredda!

“Appena possibile, leverò le tende … letteralmente“, ha affermato il “nostro”.

Giorno 11: da Vias plage a Narbonne (Narbona?)

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C’è un buco di un giorno, lo so: il giorno mancante me ne sono stato al campeggino grazioso coi bagni maiolicati a fare il bucato e un po’ di stradine carine e polverose per TTV (MTB in francese, come si diceva nell’altro post). Ho anche fatto il bagno al mare alle 18 (come i bimbi, sennò mi scotto la pelle delicatina :P ), e c’erano tutti i cagnolini che facevano il bagno coi padroni, c’era una bella atmosfera :) inoltre la spiaggia era fatta di lingue di sabbia che raggiungevano i frangiflutti a formare tutti semicerchi, ed io ero in una di queste lingue, per cui avevo il mare sia davanti che dietro. Molto, molto bello!
Però a sera mi giunge notizia di altro maltempo per oggi pomeriggio, così stamattina mi alzo alle 6 (cosa pressoché inutile, visto che a quell’ora non c’è luce… ora che lo so me ne ricorderò la prossima volta) e parto subito. Difficile trovare subito la strada giusta: infatti in quel punto sulla nazionale c’è un divieto d’accesso alle bici grosso come una casa… fortunatamente incontro un ciclista che mi spiega la strada per Portiragnes (per niente segnalata, ad ogni svolta dovevo prendere cartina e bussola per cercare di capire quale delle due era quella giusta). Da Portiragnes percorro tutta la ciclabile del Canal du Midi (molto bella) e finisco in centro a Beziers, invece di Villeneuve-les-beziers, da dove avrei dovuto prendere la strada corta per Narbona.
Nel frattempo apprezzo le curve di beziers interrogandomi sulla loro equazione [battuta n3rd], ma il cielo è tetro e minaccioso e devo ritrovare la strada. Insomma cerco un centro informazioni senza successo, alla fine capisco che la mia strategia era sbagliata: non bisogna pensare d’essere in città, ma in un bosco, così prendo bussola e cartina e comincio a prendere tutte le strade grosse che vanno in direzione di Narbona finché non vedo apparire i primi segnali. A quel punto è semplicemente pedalare in linea retta, quasi tutto piano. Ora sono a Narbona e pensavo di fare un salto in città (sempre che non mi piova in testa…). Aggiungerei che durante tutto il viaggio sono entrato in ogni distributore alla ricerca di una pistola ad aria compressa per gonfiare le gomme (sgonfiate ieri per fare fuoristrada) ma senza successo: quelli automatici non ce l’hanno, e quella dell’unico gommista incontrato sulla strada non funzionava col mio adattatore…
Ancora per un po’ mi tocca faticare ;)
Vi lascio con un’immagine di un cortile pieno zeppo di Citroen 2cv (saranno state una 50ina) incontrato vicino Narbona. Pittoresco… O.O

Giorno 10: da Villeneuve-lès-Maguelone a Vias Plage

Oggi ho poltrito fino a tardi e ho risposto a qualche commento, dopodiché sono partito senza una meta precisa (ma la direzione mi era ben chiara :P ). La nuova cartina non è così male, una volta che ci si abitua alla nuova grafica… ha anche un dettaglio maggiore!
Fino a Agde tutta strada statale e regionale, liscia come la seta, con limiti variabili da 50 a 110, comunque ben percorribile grazie all’ampia banchina o a ciclabili parallele. Mi fermo a pranzo al Quick di Agde (è il McDonald francese) e mi godo l’aria condizionata: non c’è mai stato un momento di sole e le temperature non sono alte, ma c’è un tasso d’umidità assassino! Le nubi incombono da tutta la giornata, ma tutto sommato non è male: mettermi la crema solare mi annoia :P
Consultando la cartina dopo pranzo avevo notato la presenza di una ciclabile che faceva al caso mio, per cui invece di prendere la statale ho fatto strade minori fino a Vias Plage (noi diremmo Vias marittima) e sono capitato davanti ad un campeggio molto invitante. Non trovando la prosecuzione della strada, mi reco al centro informazioni e mi spiegano la strada, inoltre mi danno una mappa di ciclabili e piste o single-track per TTV (Tout Terrain Veló, perché chiamarle mountain bike come tutti era troppo scontato -.-‘ ). Do un’occhiata e ce ne sono alcune classificate come semplici, sgonfiando un po’ le ruote e senza bagaglio ce la dovrei fare, l’occasione è ghiotta e non posso resistere: mi fermo al camping bello (e lo è anche dentro, con dei bei bagni maiolicati con tanto di musica che favorisce la concentrazione… ehm…) e domani mi vado a divertire un po’ sulle piste TTV francesi =D
Ora monto il mio fornelletto (soprannominato PallaDeFoco per la sua propensione a bruciare fortissimo a causa dei fori dei getti troppo larghi… vabbè) e mi faccio la cena.
Bye!
PS: Ci stiamo avvicinando a Bezier, eppure le strade sono ancora tutte dritte! Niente curve di Bezier :P (questa è per gli infoumani e/o i grafici XD ).

Giorno 10 – da Villeneuve-lès-Maquelone a Vias plage

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Ampliate le riserve idriche del mezzo (secondo voi dopo quanti km me la perdo? :P )
Così siamo a 3 litri.

 

Giorno 09 – da Le Grau du Roi a Montpellier

Percorso (originario):

Grafico dell’elevazione (originario):

 

In realtà, viste le previsionideltempo negative, mi sono fermato a Villeneuve-Loubet (Montpellier) in un hotel F1 da cui vi scrivo. Oggi non ho pedalato molto, ma ho cominciato sotto una pioggerellina leggerache poi per fortuna s’è diradata. Ho incontrato lungo la strada un ciclista più sfigato di me quando mi capita la giornata sfigata, e sapendo come ci si sente, mi sono fermato ad aiutarlo. Aveva bucato non una, ma due ruote! Il tutto sotto la pioggia! Quindi mi son fermato, ho cacciato fuori la bomboletta e abbiamo rigonfiato le ruote con la schiuma riparante (che poi ho ricomprato nel pomeriggio al Decathlon insieme a del lubrificante, visto che latrasmissione ha cominciato a cigolare). Salutato I’ll ciclista sfortunato, ho proseguito fino ad incontrare grossi gruppi di fenicotteri rosa (finalmente!) Che pescavano I pesci attirati a galla dalla pioggia. Nonostante le pile della macchinetta finite, sono riuscito a fareuna foto. Ìnfine sono arrivato a destinazione, ho preso un albergo e sono andato a procacciarmi una mappa formato lenzuolo matrimoniale, delle pile per torcia e fotocamera, lubrificante per catene, riparagomme e cena (cassoulet, un piatto tipico di queste parti) al centro commerciale a 6km da quì.
E ora me ne vado a dormire, che sono cotto. Se solo questo cellulare uploadasse I video!
Notte, ragazzi!

Giorno 09 – da Le Grau du Roi a Villeneuve-lès-Maguelone

Cari amici, rieccoci qui!!! Interviene di nuovo l’Ufficio Stampa (Dany, non sono matusalemmica come l’Istituto Luce!!!!) per raccontare la tappa del giorno 9. Come saprete già (se avete avuto modo di vedere il video che Dany ha caricato su YouTube…continua lo stile alla “Blair Witch Project”..strada bella, però!!!), il nostro cicloturista si è spostato da Le Grau du Roi verso Villeneuve les Maguelone, dove ha programmato di pernottare presso un Hotel Formule 1, dato che le previsioni del tempo non risultano delle migliori. Durante il tragitto, ha incontrato un cicloturista francese in difficoltà (entrambe le gomme forate…che sfiga!) e lo ha aiutato grazie alla bomboletta che, previdentemente, si era portato da casa. La tappa prevista per oggi era leggermente più corta (30 km), per cui una volta arrivato ha avuto tempo anche di cercare un Decathlon, sia per ripristinare le riserve di bombolette per riparare le gomme, sia per acquistare una nuova cartina stradale. Ritornato in Hotel, ha pensato “mi stendo un attimo” ed eccolo lì che ronfa come un ghiro ma viene svegliato da un sms (che è capitato a proposito, altrimenti lo ritrovavamo ancora lì che dormiva il 16 settembre!!!). Eh sì, penso che la fatica cominci a farsi sentire… Dopo una lauta cena a base di carne arrosto (pronta acquistata da Carrefour), il “nostro” si è rilassato davanti alla televisione, sprofondando in uno stato letargico favorito dalla panza piena, dolcemente cullato da un telefilm nella melodiosa lingua francese e da una bella stecca di…cioccolata!!!! La cioccolata ha la meglio su tutto, capite dunque perché non ha commentato lui la tappa odierna?!?!?!

Giorno 08 – da Arles a Le Grau du Roi

Sempre l’Ufficio Stampa (non vi ci abituate, però!)

Cari ragazzi e ragazze che seguite le avventure del nostro cicloturista, eccoci qui per un nuovo resoconto della giornata.


In mattinata Dany è partito da Arles cercando di distaccare le ferocissime zanzare indigene. Il tragitto verso Le Grau du Roi è stato caratterizzato dall’assoluta assenza di punti di ristoro (supermercati, ristoranti, ecc…). Per fortuna, proprio quando i morsi della fame cominciavano a farsi sentire, il “nostro” è arrivato nelle vicinanze di una trattoria per camionisti che lo ha colpito per l’incredibile e persistente odore di cipolle che emanava. Ha deciso dunque di fermarsi e ha assaporato un fantastico (a suo dire) “menu aux onions” che consisteva in antipasto (fagioli con le cipolle, salse varie di cipolle), zuppa di cipolle, carne con cipolle soffritte e dessert (no, questo non di cipolle…tortino…indovinate un po’…al cioccolato!).

In serata il “nostro” è arrivato a “Le Bon Séjour”, il campeggio in cui aveva originariamente previsto di fermarsi alla fine di questa tappa e fortunosamente (per puro c… ehm volevo dire fortuna) trovato lungo la strada.

 

Date le cattive previsioni del tempo per domani notte (pioggia, fulmini e saette), il “nostro” si dirigerà verso Villeneuve-lès-Maguelone, dove conta di pernottare presso un Hotel Formule 1 (tanto per avere un tetto sopra la testa e una connessione Internet). Infatti, il terreno sabbioso che caratterizza la zona in cui si trova in questi giorni non dà grandi garanzie di ancoraggio per la tenda. Oggi, dopo averla montata e aver assicurato tutti i picchetti, Dany ha notato una invasione di formiche. Preoccupato che ci fosse un formicaio, gli è bastato tirarla su con una mano e spostarla, senza neanche prendersi la briga di togliere e rimettere i picchetti! Vi immaginate cosa succederebbe in condizioni meteorologiche avverse?

Contiamo dunque per domani in un commento alle tappe che si sono susseguite dal suo ultimo contatto e magari anche in un video (?). Inoltre, il “nostro” andrà alla ricerca di una mappa, in quanto sta attualmente “navigando a vista”.

Dany> Nulla da aggiungere… ovviamente la mia tattica del “dove ci sono i camion si mangia bene e si spende poco” è giusta, come sempre u_u
il menù alla cipolla era proprio quello che ci voleva :P Tra l’altro ho fatto una mangiata impressionante! Dopo ho visitato un piccolo museo dell’auto d’epoca privato, peccato mi siano finite le pile della fotocamera proprio mentre visitavo il museo… il campeggio era sabbioso e un brucone mi ha fatto il bozzolo tra i due teli della tenda (ma vai a farfallare da qualche altra parte!).

http://www.youtube.com/watch?v=VaR5B6zmdzc

Giorno 07 – da Istres ad Arles

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Di nuovo a cura dell’Ufficio Stampa (uffa !)

Per riferire che il “nostro” ha passato la domenica mattina ad Istres (vedere video) rimettendo in assetto Spark, il pomeriggio vagando per le strade della cittadina alla vana ricerca degli abitanti, poi trovati pressoché tutti intenti a giocare a bocce sul lungolago, e la notte a conversare con dei vicini di tenda, visto che i continui nitriti dei cavalli impedivano di dormire.

Stamattina è poi ripartito con l’intenzione di attraversare tutta la Camargue e raggiungere Saintes Marie de la Mer, il centro principale del Parco Naturale.

Dopo aver scartato la traversata vera e propria, per il timore che le strade non asfaltate nascondessero l’insidia della sabbia (ve l’immaginate fare oltre 50 km con una quota imprevedibile di “sterrato”?), non ha comunque rinunciato alla suggestiva esperienza di farsi traghettare attraverso il Rodano e, pur sapendo di allungare il percorso (complessivamente previsto per oltre 90 km), ha affrontato il Bac de Barcarin (istituito nel 1933 per traghettare uomini, animali e mezzi per i 430 m della larghezza del fiume in prossimità della foce) ed è poi risalito lungo la riva destra del Rodano.

Il viaggio si è svolto su di una strada assolutamente rettilinea, in  mezzo ad un paesaggio totalmente piatto, popolato solo da qualche cavallo e rari uccelli ed in più  con il vento contrario, per cui, arrivato al punto di svoltare a sinistra per costeggiare l’Etang des Vaccarés e ridiscendere verso Saintes Marie de la Mer, ha preferito proseguire verso Arles, accorciando il percorso (sempre, comunque, 70 km !).


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo abbiamo lasciato questa sera, assediato da nugoli di zanzare combattive, intento a progettare la tappa di domani, quando speriamo possa avere finalmente a disposizione un collegamento Internet per saziare di persona la vostra sete di notizie e rispondere ai vostri commenti, che comunque gli riferiamo regolarmente.

Dany> Cosa aggiungere? La sostanza c’è tutta…
Il bac m’incuriosiva alquanto, è stato bello attraversare il Rodano su quella chiatta, non ero mai stato in barca con la bici. Il passaggio non è battuto solo da turisti, c’era anche un camion con noi (e c’è la possibilità di fare l’abbonamento, come il telepass dell’autostrada…). Io non ho pagato: vélo, chevals e pietons traversavano gratis =D Ho fatto varie foto e video con la macchinetta e quindi non le posso uploadare per il momento, ma ne ho fatta anche una (a traversata conclusa) col cell, la aggiungo qui. Per il resto son state tutte strade dritte e noiose, e nonostante fossi in Camargue (il Rodano traversato funge da confine) non ho visto gran che di animali (li vedrò domani, leggere la tappa dopo). La sera ero distrutto, ma nonostante ciò ho voluto fare un giro dei monumenti di Arles (che custodisce una buona quantità di resti di epoca romana ben conservati).

Video:
http://www.youtube.com/watch?v=Nq80cdGDqQA

http://www.youtube.com/watch?v=tCQkyZXa7h0