Archive for 31/08/2011

Giorno 09 – da Le Grau du Roi a Montpellier

Percorso (originario):

Grafico dell’elevazione (originario):

 

In realtà, viste le previsionideltempo negative, mi sono fermato a Villeneuve-Loubet (Montpellier) in un hotel F1 da cui vi scrivo. Oggi non ho pedalato molto, ma ho cominciato sotto una pioggerellina leggerache poi per fortuna s’è diradata. Ho incontrato lungo la strada un ciclista più sfigato di me quando mi capita la giornata sfigata, e sapendo come ci si sente, mi sono fermato ad aiutarlo. Aveva bucato non una, ma due ruote! Il tutto sotto la pioggia! Quindi mi son fermato, ho cacciato fuori la bomboletta e abbiamo rigonfiato le ruote con la schiuma riparante (che poi ho ricomprato nel pomeriggio al Decathlon insieme a del lubrificante, visto che latrasmissione ha cominciato a cigolare). Salutato I’ll ciclista sfortunato, ho proseguito fino ad incontrare grossi gruppi di fenicotteri rosa (finalmente!) Che pescavano I pesci attirati a galla dalla pioggia. Nonostante le pile della macchinetta finite, sono riuscito a fareuna foto. Ìnfine sono arrivato a destinazione, ho preso un albergo e sono andato a procacciarmi una mappa formato lenzuolo matrimoniale, delle pile per torcia e fotocamera, lubrificante per catene, riparagomme e cena (cassoulet, un piatto tipico di queste parti) al centro commerciale a 6km da quì.
E ora me ne vado a dormire, che sono cotto. Se solo questo cellulare uploadasse I video!
Notte, ragazzi!

Giorno 09 – da Le Grau du Roi a Villeneuve-lès-Maguelone

Cari amici, rieccoci qui!!! Interviene di nuovo l’Ufficio Stampa (Dany, non sono matusalemmica come l’Istituto Luce!!!!) per raccontare la tappa del giorno 9. Come saprete già (se avete avuto modo di vedere il video che Dany ha caricato su YouTube…continua lo stile alla “Blair Witch Project”..strada bella, però!!!), il nostro cicloturista si è spostato da Le Grau du Roi verso Villeneuve les Maguelone, dove ha programmato di pernottare presso un Hotel Formule 1, dato che le previsioni del tempo non risultano delle migliori. Durante il tragitto, ha incontrato un cicloturista francese in difficoltà (entrambe le gomme forate…che sfiga!) e lo ha aiutato grazie alla bomboletta che, previdentemente, si era portato da casa. La tappa prevista per oggi era leggermente più corta (30 km), per cui una volta arrivato ha avuto tempo anche di cercare un Decathlon, sia per ripristinare le riserve di bombolette per riparare le gomme, sia per acquistare una nuova cartina stradale. Ritornato in Hotel, ha pensato “mi stendo un attimo” ed eccolo lì che ronfa come un ghiro ma viene svegliato da un sms (che è capitato a proposito, altrimenti lo ritrovavamo ancora lì che dormiva il 16 settembre!!!). Eh sì, penso che la fatica cominci a farsi sentire… Dopo una lauta cena a base di carne arrosto (pronta acquistata da Carrefour), il “nostro” si è rilassato davanti alla televisione, sprofondando in uno stato letargico favorito dalla panza piena, dolcemente cullato da un telefilm nella melodiosa lingua francese e da una bella stecca di…cioccolata!!!! La cioccolata ha la meglio su tutto, capite dunque perché non ha commentato lui la tappa odierna?!?!?!

Giorno 08 – da Arles a Le Grau du Roi

Sempre l’Ufficio Stampa (non vi ci abituate, però!)

Cari ragazzi e ragazze che seguite le avventure del nostro cicloturista, eccoci qui per un nuovo resoconto della giornata.


In mattinata Dany è partito da Arles cercando di distaccare le ferocissime zanzare indigene. Il tragitto verso Le Grau du Roi è stato caratterizzato dall’assoluta assenza di punti di ristoro (supermercati, ristoranti, ecc…). Per fortuna, proprio quando i morsi della fame cominciavano a farsi sentire, il “nostro” è arrivato nelle vicinanze di una trattoria per camionisti che lo ha colpito per l’incredibile e persistente odore di cipolle che emanava. Ha deciso dunque di fermarsi e ha assaporato un fantastico (a suo dire) “menu aux onions” che consisteva in antipasto (fagioli con le cipolle, salse varie di cipolle), zuppa di cipolle, carne con cipolle soffritte e dessert (no, questo non di cipolle…tortino…indovinate un po’…al cioccolato!).

In serata il “nostro” è arrivato a “Le Bon Séjour”, il campeggio in cui aveva originariamente previsto di fermarsi alla fine di questa tappa e fortunosamente (per puro c… ehm volevo dire fortuna) trovato lungo la strada.

 

Date le cattive previsioni del tempo per domani notte (pioggia, fulmini e saette), il “nostro” si dirigerà verso Villeneuve-lès-Maguelone, dove conta di pernottare presso un Hotel Formule 1 (tanto per avere un tetto sopra la testa e una connessione Internet). Infatti, il terreno sabbioso che caratterizza la zona in cui si trova in questi giorni non dà grandi garanzie di ancoraggio per la tenda. Oggi, dopo averla montata e aver assicurato tutti i picchetti, Dany ha notato una invasione di formiche. Preoccupato che ci fosse un formicaio, gli è bastato tirarla su con una mano e spostarla, senza neanche prendersi la briga di togliere e rimettere i picchetti! Vi immaginate cosa succederebbe in condizioni meteorologiche avverse?

Contiamo dunque per domani in un commento alle tappe che si sono susseguite dal suo ultimo contatto e magari anche in un video (?). Inoltre, il “nostro” andrà alla ricerca di una mappa, in quanto sta attualmente “navigando a vista”.

Dany> Nulla da aggiungere… ovviamente la mia tattica del “dove ci sono i camion si mangia bene e si spende poco” è giusta, come sempre u_u
il menù alla cipolla era proprio quello che ci voleva :P Tra l’altro ho fatto una mangiata impressionante! Dopo ho visitato un piccolo museo dell’auto d’epoca privato, peccato mi siano finite le pile della fotocamera proprio mentre visitavo il museo… il campeggio era sabbioso e un brucone mi ha fatto il bozzolo tra i due teli della tenda (ma vai a farfallare da qualche altra parte!).

http://www.youtube.com/watch?v=VaR5B6zmdzc

Giorno 07 – da Istres ad Arles

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Di nuovo a cura dell’Ufficio Stampa (uffa !)

Per riferire che il “nostro” ha passato la domenica mattina ad Istres (vedere video) rimettendo in assetto Spark, il pomeriggio vagando per le strade della cittadina alla vana ricerca degli abitanti, poi trovati pressoché tutti intenti a giocare a bocce sul lungolago, e la notte a conversare con dei vicini di tenda, visto che i continui nitriti dei cavalli impedivano di dormire.

Stamattina è poi ripartito con l’intenzione di attraversare tutta la Camargue e raggiungere Saintes Marie de la Mer, il centro principale del Parco Naturale.

Dopo aver scartato la traversata vera e propria, per il timore che le strade non asfaltate nascondessero l’insidia della sabbia (ve l’immaginate fare oltre 50 km con una quota imprevedibile di “sterrato”?), non ha comunque rinunciato alla suggestiva esperienza di farsi traghettare attraverso il Rodano e, pur sapendo di allungare il percorso (complessivamente previsto per oltre 90 km), ha affrontato il Bac de Barcarin (istituito nel 1933 per traghettare uomini, animali e mezzi per i 430 m della larghezza del fiume in prossimità della foce) ed è poi risalito lungo la riva destra del Rodano.

Il viaggio si è svolto su di una strada assolutamente rettilinea, in  mezzo ad un paesaggio totalmente piatto, popolato solo da qualche cavallo e rari uccelli ed in più  con il vento contrario, per cui, arrivato al punto di svoltare a sinistra per costeggiare l’Etang des Vaccarés e ridiscendere verso Saintes Marie de la Mer, ha preferito proseguire verso Arles, accorciando il percorso (sempre, comunque, 70 km !).


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo abbiamo lasciato questa sera, assediato da nugoli di zanzare combattive, intento a progettare la tappa di domani, quando speriamo possa avere finalmente a disposizione un collegamento Internet per saziare di persona la vostra sete di notizie e rispondere ai vostri commenti, che comunque gli riferiamo regolarmente.

Dany> Cosa aggiungere? La sostanza c’è tutta…
Il bac m’incuriosiva alquanto, è stato bello attraversare il Rodano su quella chiatta, non ero mai stato in barca con la bici. Il passaggio non è battuto solo da turisti, c’era anche un camion con noi (e c’è la possibilità di fare l’abbonamento, come il telepass dell’autostrada…). Io non ho pagato: vélo, chevals e pietons traversavano gratis =D Ho fatto varie foto e video con la macchinetta e quindi non le posso uploadare per il momento, ma ne ho fatta anche una (a traversata conclusa) col cell, la aggiungo qui. Per il resto son state tutte strade dritte e noiose, e nonostante fossi in Camargue (il Rodano traversato funge da confine) non ho visto gran che di animali (li vedrò domani, leggere la tappa dopo). La sera ero distrutto, ma nonostante ciò ho voluto fare un giro dei monumenti di Arles (che custodisce una buona quantità di resti di epoca romana ben conservati).

Video:
http://www.youtube.com/watch?v=Nq80cdGDqQA

http://www.youtube.com/watch?v=tCQkyZXa7h0

Giorno 06 – da Aix en Provence ad Istres

Ancora a cura dell’Ufficio Stampa del “nostro”

In mancanza di una connessione Internet, interviene di nuovo l’Ufficio Stampa per comunicare che, dopo aver acquistato un paio di robuste porzioni di pollo arrosto al mercato di Aix en Provence, il “nostro” è ripartito verso la mitica Camargue e, nonostante un continuo vento contrario, è approdato verso sera ad Istres, sulle rive di un grosso lago costiero.

 

Dopo aver trovato, non senza qualche difficoltà, il campeggio dal poetico nome “Le vallon des cigales”, lo ha trovato sbarrato da un cancello apribile solo con telecomando (che, ovviamente, il nostro eroe non aveva).

Intrufolatosi, approfittando dell’uscita di un campeggiatore, è stato infine sistemato nell’area “tende”, unico ospite, con la compagnia di cavalli e pecore, cosa che, unita alla temperatura fresca, gli avrà sicuramente ricordato gli amatissimi Prati di Stroncone ed avrà conciliato un lungo e benefico sonno ristoratore.

Nei programmi del “nostro” c’è la permanenza in questa sede anche per la giornata di domenica per preparare l’uomo e il mezzo all’impegnativa traversata della Camargue.

Dany> eheheh queste cronache enfatiche sembrano quasi quelle dell’istituto Luce :P
Allora, tutto vero… cosa aggiungere? Il posto era quantomeno agreste, con due cavalli di cui uno piuttosto socievole, e delle pecore/capre/roba che bela ad una certa distanza, comunque non a portata d’occhio. Il lago era bello da vedere, specialmente dalla strada (l’ho costeggiato per un bel po’), mentre la cittadina era decisamente MORTA, con tanto di ufficio del turismo perennemente chiuso… ho fatto il bucato e scambiato le gomme (così ora dietro ho quella meno consumata e le riequilibro un po’…). Ho percorso un bel lungolago popolato da francesi che giocavano a bocce (non avete idea di QUANTA gente giochi a bocce, lì…) e da cani di tutti i tipi, c’era una bella atmosfera di festa (e in effetti era domenica).
Il proprietario del campeggio era un tipo simpatico, uno dei pochi francesi alla mano che ho incontrato, assomigliava parecchio a C. Bisio e si sforzava di parlare un italiano un po’ ridicolo, però ho apprezzato molto lo sforzo, è uno dei pochi che si è sforzato di facilitare la comunicazione, di solito è tutto il contrario.
Il giorno dopo sono ripartito verso la Camargue, ma questo ve lo racconto nel post apposito.
PS: C’era un video… però il cell non sembravoler collaborare… :(

Giorno 05 – da Brignoles ad Aix-en-Provence

Percorso originario:

Grafico dell’elevazione originario:

 

Ormai è tutta una deviazione, ma mi piace andare avanti così, un po’ alla giornata… Oggi ho deviato per Aix-en-provence per evitare un temporale, e ho preso un albergo, così ho la connessione per uploadare un video:

http://www.youtube.com/watch?v=nhj9r7Bv5jc

Giorno 04 – da (quasi) Le Muy a (oltre) Carcès

A cura dell’Ufficio Stampa del “nostro”

In attesa che Dany trovi una connessione Internet di suo gradimento per inserire il suo commento alla quarta giornata, che sappiamo sarà corredato anche da un filmato, cerchiamo di contenere l’ansia di quanti seguono la sua “impresa” comunicando che attualmente si trova (molto bene, a suo dire) in un campeggio municipale a Brignoles, assediato da un anziano campeggiatore autoctono che insiste a voler conversare in francese, lingua che sappiamo non essere la preferita dal “nostro”.

Come si può vedere dalla mappa

 

 

 

 

la giornata, che originariamente prevedeva la partenza da Le Muy (B) e l’arrivo a Carcès (C) è iniziata invece a Roquebrune sur Argens ed è terminata (in salita) a Brignoles per un totale di circa 60 km, una ventina in più del previsto.

Il “nostro” è sembrato talmente soddisfatto della giornata e della collocazione attuale che sta cominciando a pensare di fermarsi un giorno.

Quì parla Daniele… alla fine non mi sono fermato per sfuggire ad un temporale in arrivo, il campeggio era molto bello (vedere video), ma il paese in stato di degrado: di giorno più che vivibile, ma la sera girava brutta gente.. e così sono scappato via :P

Percorso originario:

Grafico dell’elevazione originario:

Video:

http://www.youtube.com/watch?v=Fq3LAtUZOuk

Giorno 03 – da La Napoule a (quasi) Le Muy

Percorso:

Grafico dell’elevazione:

Comincio col dire che anche qui, a causa della deviazione, i dati sono sbagliati. La parte dopo Frejus coincide, comunque il video contiene tutte le info…
http://www.youtube.com/watch?v=2_Peifgp918

Giorno 02 – da Antibes a La Napoule

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Percorso:

Grafico dell’elevazione:

 

Cominciamo col dire che i dati sopra elencati non sono esatti: a causa di una serie di eventi che ora vi racconterò ho accorciato la tappa e sono finito fuori strada prevista.

La giornata comincia male: sono ancora stanco del giorno prima e devo smontare la tenda che ho montato solo poche ore prima (sono le 6.30), rimettendo tutto dentro le borse. Ho fatto un calcolo: mi ci vuole quasi un’ora! Comincio a pedalare con la stanchezza addosso, l’area è tutta fittamente urbanizzata, niente panorami idilliaci come il giorno prima, solo auto e smog. Il cellulare è in carica con la dinamo (mi sono costruito un sistema di carica con un ponte a diodi, un condensatore ed un LM7805), ma la carica è troppo lenta e il cellulare si scarica comunque, solo più lentamente. Fa un caldo atroce, il che peggiora ancora il mio umore. Il regolatore è caldo, ci ho messo un dissipatore maggiorato come mio solito, ma la dinamo è rovente. A Cannes si disintegra: la girante fuoriesce e non c’è modo di rimetterla dentro, mi ha consumato il copertone e non la posso smontare perché serve l’unica chiave che NON mi sono portato -.-‘ Mi sento perduto, vorrei tornarmene a casa, ma rattoppo col nastro isolante e procedo. Anche volendo, arriverei in Italia troppo tardi. Ormai la batteria del cellulare è al 5% e non lo posso più usare come navigatore. Fortunatamente ho la cartina che mi ha dato il padre di Claudio, ma ha una scala troppo grande e non ci sono tutte le strade, così vado oltre l’imbocco della strada prevista e mi faccio prendere dal panico. Mangio un tramezzino. Ormai sono due giorni che mangio poco e male (anche a causa dell’assenza di alcool per il fornelletto), ho fame, sono stanco, sono fuori strada, non ho più la possibilità di usare il cellulare, ho quasi finito i contanti e nessuno accetta la mia postepay. Con la poca carica rimasta mi faccio aiutare dai miei via SMS a trovare un campeggio. Passo alla stazione e pianifico il viaggio di ritorno per l’Italia per la mattina dopo. Tornerò a Cannes e prenderò il treno. Una sconfitta totale. Non m’importa di nulla, voglio solo tornare a casa.

Un mio amico (il buon Raffa, NDR) mi ha passato un libro, in cui si dice che di solito la crisi in un viaggio del genere c’è al secondo o terzo giorno. Ok, ora lo posso testimoniare…

Il campeggio, però, non è male: a parte la piazzola durissima, c’è molta ombra e dei tavoli a disposizione dei campeggiatori. Il mio è grande e ha due sedie, su una ci sto io e sull’altra ci metto un pannellino solare comprato da Marinelli che mi permette di caricare mezza batteria in una giornata di sole forte. Non posso usare il cell come navigatore (consuma troppo), ma almeno posso telefonare!
Ormai che sono lì decido di visitare lo chateau, contiene un giardino pieno di strane statue ed è costruito direttamente sul mare, con una vista magnifica. Tornando faccio spesa al Casinò (credo che il nome di questa popolare catena di supermercati derivi dal fatto che tutto costa un casino…) dove trovo anche Alcohol à bruler (per il fornellino) e fiammiferi. Finalmente una cena seria: seduto comodo mi gusto una vellutata alle 7 verdure, una insalata di riso alla parisienne il tutto accompagnato da una baguette e termino con delle Madeleine (dolce tipico francese che da tempo volevo assaggiare). Dopo una cena del genre vedi tutto da un altro punto di vsta…
Mi prendo un giorno di riposo: mi reco a Cannes a comprare una mappa più particolareggiata (1:250000) al Decathlon e a ritirare i soldi in banca e termino con un bel bagno al mare sotto lo chateau prima del tramonto ed una passeggiata serale tra le bancarelle sul lungomare. Il buonumore è ripristinato. ;)

Giorno 01 – da Ventimiglia ad Antibes

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Eccomi, eccomi, sono vivo :P
Non avete avuto mie notizie per un po’ perché ho avuto dei problemi sia a trovare una connessione sia a caricare il cellulare, vedremo più avanti… intanto parliamo del primo giorno.
Albeggia ad Imperia, alla stazione ci siamo io, Claudio (che mi ha ospitato) e un vecchietto. Prendo il treno per Ventimiglia, scendo e faccio un respiro profondo. So che sto per imbarcarmi in qualcosa più grande di me e questo mi mette paura. Ricontrollo mille volte le scarpe, il cellulare, il casco, alla fine parto! …non do retta al navigatore e sbaglio strada. Vabbè. Riproviamo. Mi inerpico per le stradine liguri con un bel saliscendi e arrivo al confine. Ultima foto e poi via, verso Menton. Lì prendo il treno per Nizza, ma non ci arrivo: un incidente blocca la linea e ci costringe a scendere a Monaco. Bella città, ma non ho il tracciato e le mappe per il navigatore, così devo andare a memoria (me l’ero studiata per bene perché all’inizio ci dovevo passare). Percorro la bassa corniche (una delle tre strade parallele che procedono verso Nizza) con salite e discese e un panorama entusiasmante. È piena di ciclisti e cicloviaggiatori, faccio amicizia con alcuni di essi e chiedo informazioni. Papà e figlio pedalano insieme su una specie di strano tandem. Quello sono io tra qualche anno (spero…) :P
Finalmente Nizza. Ma è tardi e non riesco a vedere quello che mi ero proposto grazie a dei consigli del papà di Claudio (la cattedrale ortodossa russa, che non trovo, e il giardino botanico, che mi farebbe arrivar tardi al campeggio).
Alla fine arrivo ad Antibes. Ho fatto molti più km del previsto e ho mangiato poco e niente, sono di pessimo umore e il fatto di trovare tutti i campeggi pieni mi destabilizza. Alla fine ne trovo uno nascosto con un posto libero, ma al market non hanno né alcool né fiammiferi, e non posso mangiare nulla di caldo. Inoltre essendo in bici non ho portato sedia e tavolo, e in tenda non si può stare dal caldo. Ceno in fretta con schifezze acquistate in un ruder…ehm cioè bar e, con l’umore sotto le scarpe, me ne vado a passeggiare in spiaggia. La spiaggia è ghiaiosa e stranamente molto popolata. Molte persone fanno il bagno al tramonto, vicino ho un gruppo di scherzosi ragazzi russi. Ci sono anche famiglie con bambini. Sono in un’insenatura, così vedo Nizza illuminata al tramonto, uno spettacolo meraviglioso! Non puoi dire d’aver vissuto finché non la vedi! Il mare e quel panorama hanno un effetto tranquillizzante su di me, e me ne vado a dormire felice.